FILIPPO
CAMMARATA

Sono un siciliano nato a Bergamo, cresciuto a Caprino Bergamasco, un piccolo paese di provincia. Faccio il cuoco da sempre, da quando mio nonno mi ha insegnato a condire il pani cunzatu.

Ho frequentato la scuola alberghiera di San Pellegrino nella mia prima formazione, tonnare e frantoi del mediterraneo nella seconda.

Ho iniziato a lavorare a Bergamo e non ho mai smesso, da quando ho intrapreso la mia strada nel ristorante Cece e Simo, diciotto anni fa.
Sono cresciuto dietro ai fornelli cercando la mia voce.
Ho potuto frequentare le cucine dei grandi cuochi, da Niko Romito a Massimo Bottura, per spiare, imparare, prendere ispirazione e aggiungere qualche “ingrediente” a un percorso che, in fin dei conti, è sempre stato intimo, personale e faticoso.
Da Romito ho appreso la sensibilità e la profondità. Da Bottura la tenacia e il lavoro di squadra. Sono stato in Osteria Francescana quando era il miglior ristorante al mondo… e con me c’era davvero tutto il mondo.

Faccio il cuoco da sempre, da quando mio nonno mi ha insegnato a condire il pani cunzatu

Ho capito che non posso rinunciare a un ingrediente vegetale nei miei piatti, ad ogni stagione: è l’architrave per la costruzione di tutto il gusto.
Ho capito che la tradizione è troppo e l’avanguardia troppo poco, ma che a nessuna si può voltare le spalle se si vuole dire qualcosa. Fare cucina oggi, quando tutti ne parlano, richiede sforzo e a volte persino coraggio, ma la caparbietà e l’audacia sono qualità che non mi sono mai mancate.